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Una terra tutta da scoprire, in rima fila quando si tratta di ospitalità e turismo. E’ questa la provincia di Pesaro e Urbino, pronta a svelare le sue ricchezze. Tra terra e mare un’infinità di possibili scelte in grado di soddisfare le esigenze di tutti. Ma andiamoli a scoprire un po’ meglio, questi luoghi magici.


PESARO
Nel nome di Gioacchino Rossini, ma non solo. Novantamila abitanti, tra il fiume Foglia e il Mare Adriatico, è città che riesce a integrare perfettamente una tradizione sospesa tra un passato legato soprattutto all’agricoltura e in presente che si divide con la tradizione marinara.
Il centro vitale è rappresentato da Piazza del Popolo, dominata da Palazzo Ducale, attualmente sede della Prefettura. Un complesso sviluppatosi nel tempo, come residenza dei Malatesta prima, degli Sforza poi e infine dei Duchi di Urbino. Il centro della piazza è occupato da una sontuosa fontana del tardo Seicento, tutta a tema marino. Di fronte a Palazzo Ducale il seicentesco Palazzo della Piaggeria, il Palazzo Comunale, l’antica chiesa di San Domenico, con un delizioso portale gotico.
Rossini, dicevamo. La casa natale del compositore oggi è stata trasformata in museo e sorge proprio di fronte al bellissimo Palazzo Mazzolari. Proseguendo sulla strada verso il mare incontriamo il Duomo: facciata romanica molto semplice, interni ottocenteschi. Di fronte, il Palazzo del Seminario e, poco più in là, la Rocca Costanza. Sempre in zona i Musei Civici, ideale per gli appassionati di ceramica, con pezzi unici che arrivano da Urbino, Gubbio, Urbania, Faenza e Deruta. La parte romana della città è rappresentata soprattutto dal Corso XI Settembre, con i suoi portici che permettono di arrivare sino al portale gotico di Sant’Agostino, prospiciente alla Chiesa del Nome di Dio, ricchissimo complesso barocco.
E ancora la Sinagoga e il Cimitero Ebraico, la Chiesa di San Giovanni, la Basilica di San Decenzio, il Museo Archeologico e il Teatro Rossigni, riedificato nell’Ottocento.
Il simbolo moderno di Pesaro è la Sfera Grande, opera in bronzo di Arnaldo Pomodoro collocata sul lungomare.

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URBINO
Una città sospesa fra tradizione e modernità, tra storia e attualità. Questa è oggi Urbino, splendida testimonianza del nostro Rinascimento. Grazie alla munificenza della famiglia dei Montefeltro, in particolare di Federico, che chiamò ad Urbino i migliori artisti dell’epoca, da Piero della Francesca a Leon Battista Alberti, Urbino è un crogiuolo di ricchezze artistiche. Città universitaria, certo, ma attentissima alle esigenze dei turisti, accolti in un’ambientazione sublime. Il fulcro è rappresentato dal Palazzo Ducale. Voluto da Federico da Montefeltro che affidò in un primo tempo la progettazione all’architetto fiorentino Maso di Bartolomeo e successivamente al celebre dalmata Luciano Laurana. Infine l’opera venne completata da Francesco di Giorgio Martini. Oggi ospita la Galleria Nazionale delle Marche che custodisce opere come “La flagellazione” di Piero della Francesca, “la Muta” di Raffaello, “La Profanazione dell’ostia” di Paolo Uccello, oltre a quadri di Tiziano, Francesco Barocci e Luca Signorotti.
Della splendida stagione rinascimentale sono rimasti anche la Chiesa di San Bernardino, con le tombe dei duchi, la cattedrale, fatta poi ricostruire dai Valadier, i Palazzi Odasi e Passionei. Ma Urbino è anche borgo dalla lunga tradizione per l’artigianato artistico, con molti laboratori che ancora oggi testimoniano la sua vocazione in arti quali pittura, stucco o falegnameria.

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GABICCE
C’è la parte di Mare, quella più conosciuta perché rappresenta una delle mete più ambite nel turismo balneare, non solo nostrano, sulla costiera adriatica. E c’è quella di Monte, altra fortezza delle Terre di Focaia oggi andata quasi completamente distrutta. Inizialmente noto come Castrum Ligabitij, ossia castello dei Ligabizzi (da cui deriverebbero Le Gabicce e l’attuale Gabicce). Fino al XIII secolo sotto l’autorità della Chiesa di Ravenna, passò poi prima con il Comune di Rimini, poi ai Malatesta, agli Sforza e ai Montefeltro prima di venire incorporato, come il resto del Ducato di Pesaro e Urbino, dallo Stato Pontificio. E qui cominciò il suo lento declino. Delle antiche vestigia restano la Chiesa di Sant’Ermete: edificata nel X secolo, ha poi subito numerosi rifacimenti, fino ad essere quasi completamente ricostruita a partire dal 1782. Degni di nota sono un affresco di fine Trecento che rappresenta la Madonna del Latte, il crocifisso ligneo di scuola riminese del Trecento e una tela raffigurante la Crocifissione, risalente alla rima metà del Quattrocento. Gabicce è anche nota per la sua ricchissima scuola di maioliche, resa celebre da Giacomo e Girolamo Lanfranco. Un suo piatto è oggi conservato al British Museum di Londra.

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FANO
Nota alle cronache per la prima volta nel 49 a.C., quando venne occupata militarmente da Giulio Cesare, la città ha comunque origini paleolitiche, come dimostrano reperti recentemente scoperti. Il nome, Fanum Fortunae, rimanderebbe al Tempio della Fortuna intorno al quale si sarebbe sviluppato il primo nucleo abitativo. Fu poi l’imperatore Augusto, al quale è dedicato l’imponente Arco d’ingresso in città, a cingere la città di mura.
Dopo la fioritura sotto i Romani, Fano fu distrutta quasi totalmente dai Goti, ma risorse come importante porto di comunicazione, prima di passare sotto la giurisdizione papale con Silvestro II. Ma il Medioevo fu un susseguirsi di lotte interne e con i paesi confinanti per l’affrancazione, sino al passaggio sotto il potere dei Malatesti da Verrucchio. Da lì in poi Fano cambiò diversi ‘padroni’ mantenendo sempre comunque una vivacità storica e culturale invidiabile sino all’unificazione d’Italia. Oggi Fano ha ulteriormente sviluppato e affinato la sua vocazione turistica e balneare, diventando uno dei centri di maggiore interesse sulla Riviera romagnola. Tra i monumenti più importanti della città, oltre al già citato Arco di Augusto, la Corte Malatestiana con il Museo Archeologico e la Biblioteca, il Palazzo del Podestà, la Cattedrale e il Teatro della Fortuna.

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GRADARA
La Capitale del Medioevo, o meglio la casa di Paolo e Francesca. Tutti noi ricordiamo il Canto dell’Inferno dedicato al tragico amore tra la giovane erede della casata Da Polenta e il bel Paolo. Lei promessa sposa di Giovanni Malatesta, nella prima metà del 1200 Podestà di Pesaro, abitava il Castello di Gradara, ritenuto la sede ideale per dimorare. “Amor ch’a nulla amato amar perdona…”, scriveva Dante. E ancora oggi la Rocca di Gradara fa rivivere il mito di questa storia così sofferta e toccante.
Ma Gradara non è solo questo. A soli tre chilometri dal mare, la prima testimonianza risale alla metà de XII secolo, con la creazione di un “Castrum Cretarie”. In seguito la casata dei Malatesta trasformò l’originaria Torre in vera e propria roccaforte, costruendo due altissime cinte murarie. Seguì la dominazione degli Sforza, che ingentilirono la Rocca con un’imponente scala, il loggiato, ma soprattutto la celebre Pala di Andrea Della Robbia. Qui visse, tra gli altri, anche Lucrezia Borgia, moglie di Giovanni Sforza.
Nel 161 la Rocca passò allo Stato Pontificio, prima fase di una decadenza proseguita con il dominio francese e interrotta solo nel secolo scorso, quando venne riportata ad antico splendore. Da una ventina d’anni è diventata di proprietà dello Stato. I mesi estivi, a partire da giugno, sono quelli delle rievocazioni storiche e delle feste medievali.

SAN LEO
Impossibile non accorgersi della sua presenza. Un masso enorme che domina le colline intorno a Pesaro, una rocca d’impressionante e suggestivo impatto divenuta celebre a partire dal III secolo d.C., quando vi arrivò Santo Leo che da qui cominciò a diffondere nell’area circostante la religione cristiana. Durante le aspre lotte di fine rimo Millennio, la rocca di San Leo si conquistò la fama di fortezza inespugnabile, sino a quando, intorno al 1200, cominciò la signoria dei Montefeltro, poi duchi di Urbino. Da militare che era semplicemente, lacca divenne un vero e proprio centro vitale, grazie soprattutto alle intuizioni geniali di Francesco di Giorgio Martini, architetto militare dei duchi di Urbino. Qui visse anche i suoi ultimi giorni Giuseppe Balsamo, più noto come Conte di Cagliostro.
Nel suggestivo centro storico, ricco di borgate e case rurali, spicca un complesso monumentale unico nel suo genere, con la Pieve di Santa Maria Assunta, il Duomo Romanico del XII secolo, così come la Torre Campanaria, e il Convento di Sant’Igne. La parte più profana è senza dubbio rappresentata dalla Fortezza, quasi un prolungamento ideale della natura difensiva del sito. Sono inoltre da ricordare i palazzi cinque-seicenteschi che arricchiscono il centro di questo borgo di rara bellezza. Tra tutti il Palazzo Mediceo che attualmente ospita il Museo d’Arte Sacra, l’Archivio Storico e la Biblioteca.

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FIORENZUOLA DI FOCARA
E’ uno dei quattro castelli delle antiche Terre di Focara, nome che deriverebbe dai fuochi usati per agevolare la navigazione, quasi fossero dei fari naturali, o più semplicemente perché qui erano molto diffuse le fornaci (in dialetto ‘fuchèr’). Le prime testimonianze di una civiltà presente sono della fine del X secolo, sotto la giurisdizione della Chiesa di Ravenna che ne mantenne il possesso sino al XIII secolo, quando la Chiesa di Roma decise per porre fine alle lotte intestine di farlo passare al Vescovado di Pesaro.
Tra le testimonianze della sua antica storia, oggi resta soprattutto la Chiesa di Sant’Andrea, della quale è rimasto l’imponete campanile con l’orologio. Già, nota nel XII secolo come Rettorato trai più ambiti del Pescarese, venne ricostruita nel 1825 sulle fondamenta dell’antica fortezza del castello. All’interno resentava cinque altari dedicati a SantAndrea, Sant’Antonio da Padova, Santa Lucia e Sant’Agata, la Madonna del Rosario e il Santissimo Crocifisso. Alcune delle opere che l’arricchivano sono tuttora conservate a Pesaro. Dopo il terremoto del 1916, che rase al suolo quasi tutto il complesso, si è conservata solo la torre campanaria.
Citato per i suoi venti anche da Dante nella “Divina Commedia” (Inferno, Canto XXVIII), il borgo fu principalmente agricolo e tale è la tradizione che ancora oggi mantiene.

CASTELDIMEZZO
Il più noto tra i castelli della terra di Focara, inserito com’era tra quelli di Fiorenzuola e Gabicce (da cui Castrum Medii e quindi Casteldimezzo). Anch’esso nato sotto la protezione dell’Arcivescovado di Ravenna, passò successivamente alle dinastie che dominarono Pesaro, dai Malatesta agli forza e ai Della Rovere.
Oggi dell’antico castello non è rimasto più niente, ma è ancora perfettamente integra la Chiesa di San Cristoforo e Sant’Apollinare. Al suo interno un crocifisso ligneo meta di venerazione da tutta la regione: opera dello scultore Antonio di Bonvesin e del pittore Iacobello del Fiore, secondo la leggenda prima di sbarcare a Casteldimezzo il crocifisso venne coinvolto in un naufragio, ma miracolosamente galleggiò, fino a d arenarsi da solo sulla spiaggia. Ad esso sono attribuiti numerosi miracoli.
Proprio sotto il paese sorge il porto di Vallugola, presso il quale sono stati ritrovati frammenti di vasi attici del V secolo a. C. Solo leggenda, forse, l’esistenza dell’antica Valbruna, città sommersa di origine romana della quale sono stati a lungo cercati resti, soprattutto dopo il ritrovamento negli ultimi anni di frammenti d statue, anfore, terrecotte, marmi e pavimenti mosaicati, proprio accanto a porto di Vallugola.

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PARCO NATURALE DI SAN BARTOLO
E’ il cuore verde che ruota intorno a Pesaro. Una successione di colline parallele alla costa che vanno da Gabicce a Pesaro, ricchissimo di flora e di fauna, il Parco è altrettanto ricco di testimonianze storiche tutte da scoprire. Di Fiorenzuola, Gabicce Monte e Casteldimezzo abbiamo già parlato. Restano da citare la Chiesa di Santa Marina, con i dipinti attribuiti a Giacomo Pandolfi e al Rondolino, il sito archeologico di Colombarone, che ha riportato alla luce un complesso residenziale tardo-antico sorto lungo la via Flaminia tra la fine del III e l’inizio del IV secolo d.C., oltre a Villa Caprile e Villa Imperiale. La prima, costruita a partire dal 1640, è circondata da un delizioso giardino e famosa per i suoi giochi d’acqua, tanto da essere stata residenza di personaggi celebri quali Casanova o Stendhal. La seconda è nata in due fasi, a partire dal ‘400, su commissione di Alessandro Sforza. Architettura sobria, a pianta quadrata, dominata dalla Torre di Guardia, con numerose sale affrescate da noti maestri quali Dosso Dossi, Bronzino o Raffaellino del Colle. E’ circondata da un parco di 35 ettari ricco di vegetazione.

ALTAMARINA
Il soggiorno tra Pesaro e Gaiocce offre altre numerose possibilità di percorsi, sia da fare in macchina che in bici. Tra i paesi circostanti segnaliamo Tavullia, notissimo agli onori delle cronache per essere città natale di Valentino Rossi, ma arricchito dalla bella Chiesa di San Lorenzo e dal castello murato, i suggestivi panorami che si possono ammirare da Cartoceto, Monteluro, Colbordolo, Montefabbri, i borghi medievali di S. Angelo in Zizzola, Monte Santa Maria, Montelabbate, o ancora Candelora, Novilara e Trebbiantico, i Conventi di Monteciccardo, Lombaroccio e Santa Maria dell’Arzilla.

GROTTE DI FRASASSI
Collocate naturalmente all’interno del Parco Nazionale della Gola della Rossa, vero cuore ‘verde’ della regione Marche, sono una delle bellezze naturali più note di questa terra. Un paesaggio unico, ricco di natura rigogliosa e testimonianze storiche fa da sfondo alle Grotte. Scenografie naturali da togliere il fiato, stalattiti e stalagmiti naturali, testimonianze antichissime come il reperto archeologico dell’itiosauro. Ma sbaglierebbe chi pensasse a Frasassi unicamente per le Grotte. Intorno sorgono il Tempio Romaico dell’’Abbazia di San Vittore, il Museo Speleo-Paleontologico, il Tempietto dei Valadier e il Ponte Romano.